Nella vita di chi sceglie di fare startup, la passione e l’entusiasmo da soli non bastano. A volte, però, ci rendiamo conto che per ottimizzare al meglio le risorse disponibili, necessitiamo di un’accurata pianificazione.

La contaminazione di idee e la condivisione di esperienze sono due fattori chiave per ridurre i rischi tipici che corrono le startup. Da questo punto di vista, il networkingdiventa fondamentale per far conoscere la propria impresa a futuri investitori, ma anche a potenziali partner lavorativi.

Tuttavia, il tempo che riusciamo a dedicare a questa attività spesso è limitato. In queste condizioni, essere in grado di trovare velocemente la persona in grado di metterci in contatto con nuove opportunità è molto difficile. Partecipare ai programmi di accelerazione e incubazione è solo una soluzione parziale, perché la sua efficacia è limitata nello spazio (l’incubatore) e nel tempo (il periodo di accelerazione).

La soluzione ideale è quella di appoggiarsi a strumenti concreti ed a strategie che ci aiutino a gestire al meglio le azioni da intraprendere per arrivare al raggiungimento dell’obiettivo prefissato nel minor tempo possibile.

 

Come analizzare il proprio modo di fare networking in maniera scientifica?

Immaginiamo di trovarci di fronte a due CEO appartenenti a due startup differenti durante un evento di networking, entrambi con l’obiettivo di allargare la propria rete sociale. L’immagine che segue mostra due porzioni di rete dei due CEO, rappresentati al centro in blu.

La loro rete attuale è evidenziata in azzurro mentre i nuovi contatti sono indicati in rosso.

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Quale strategia di networking è stata più efficace?

Come si può notare, i collegamenti creati dal CEO 1 non riescono nell’intento di allargare la rete poiché le informazioni, le idee e le conoscenze fornite dai suoi nuovi contatti potevano già essere raccolte indirettamente attraverso le persone che già facevano parte del suo network.

Questo comportamento non ci deve sorprendere: per nostra indole, siamo portati a relazionarci con più frequenza con persone con le quali abbiamo qualcosa in comune. In tal modo, il CEO 1 contrae ulteriormente la propria rete sociale precludendosi la possibilità di accedere a nuove risorse.

Grazie a Startup Network è possibile misurare questa ridondanza attraversol’Effective Links Index, indicato con L nella didascalia dell’immagine. Questo indice ci permette di valutare se un nuovo collegamento è potenzialmente in grado o meno di allargare la nostra rete sociale.

Mentre il valore L del CEO 1 decresce, quello del CEO 2 è invece aumentato alla fine del networking. Ciò accade perché i nuovi contatti non avevano precedenti relazioni con il network attuale. Il CEO 2 ha, quindi, molte più possibilità di accedere a opportunità completamente nuove. Al contrario, i nuovi contatti del CEO 1 possono essere definiti “ridondanti”. Pertanto, la sua attività di networking si è rivelata uno spreco di tempo e risorse.

 

Tuttavia, non tutti i network sono uguali.

Anche solo da questo breve esempio si può notare quanto sia importante approcciarsi in maniera scientifica alla costruzione della propria rete. Ovviamente, le reti reali sono molto più complesse e articolate. Come fare nei casi in cui le reti somigliano alla seguente?

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Nella vita reale, ogni rete ha le sue peculiarità ed è quasi impossibile trovare due reti identiche. Allo stesso tempo, ogni membro appartenente alla community startup ha un obiettivo da raggiungere che varia da caso a caso. Ad esempio, la strategia per trovare degli sviluppatori sarà, per forza di cose, differente rispetto a quella per cercare nuovi investitori.

È proprio per questa varietà di esigenze che Startup Network valuta anche altri fattori oltre a quello, già accennato, di Effective Links Index. Altre metriche chiave sono, ad esempio, la diversità geografica e anagrafica dei propri contatti e la coesione della propria rete sociale. Ciò è stato reso possibile dallo studio di una notevole mole di dati che ognuno di noi genera ogni giorno usando i social network. Queste informazioni sono analizzate da Startup Network secondo i recenti studi sulla analisi delle reti complesse variabili nel tempo.

Questo tipo di analisi non è poi così diverso rispetto ad altre forme di monitoraggio come, ad esempio, quelle dei dispositivi per sport e fitness che raccolgono informazioni sull’attività fisica, fornendo successivamente consigli su come migliorarsi, secondo l’obiettivo da raggiungere.

La nostra startup è proprio come un atleta che cerca di raggiungere il proprio obiettivo attraverso un allenamento costante e pianificato con cura. Startup Network è lo strumento che aiuta i membri della comunità startup supportandoli e guidandoli nelle attività di networking grazie ad un approccio scientifico

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